La verde Islandia si trasforma in paesaggio biblico per l'Arca di Noè
Sulla costa meridionale, la piccola penisola di Dyrhólaey costituisce un monumento naturale decorato dalla lava e dalla forza dell'Atlantico del nord, con strutture rocciose uniche, nido preferito dei pulcinella di mare e territorio per compiere l'epica missione di Noè. Su quel vasto suolo vulcanico, tra toni blu, neri e verdi, avanzano i passi del prescelto e della sua famiglia; vicino alla porta del buco, un immenso arco scolpito dal mare e attraversato da barche quando arriva la calma. Da lì, l'obiettivo della camera raggiunge quegli enormi giganti di pietra che emergono dal mare e che le leggende concepiscono come trolls, i Reynisdrangar. I tre pinnacoli reclamano la loro solitudine di fronte alla più bella e pericolosa spiaggia di sabbia nera del mondo, protetta da pareti di colonne basaltiche, fondale che sostiene la schiena di Russell Crowe quando dirige i suoi occhi verso un cielo ancora silenzioso.
Con la rotta orientata verso nord, la produzione si stabilisce nelle vicinanze della capitale islandese, Reykjavik. Il set cinematografico sfrutta la valle di Fossvogur, con la sua singolare insenatura dove le differenze tra le maree sono radicali, specialmente preziose quando l'allagamento non è ancora arrivato.
Il regista Darren Aronofsky voleva la sua Arca proprio come indicato nella Bibbia: "Costruisci un'Arca di legno di gofer, la dividerai in compartimenti e la ricoprirai di catrame dentro e fuori. La costruirai in questo modo: sarà lunga cento cinquanta metri, larga venticinque metri e alta quindici metri. Le metterai un tetto, lasciando mezzo metro tra la parte superiore dei lati e il tetto. Metterai la porta dell'Arca su un lato e costruirai un primo piano, un secondo e un terzo" (Genesi 6, 14-17). E così è stata costruita, interamente, senza fare sfoggio di computer. Le scene del diluvio sono state girate con l'Arca costruita nello Stato di Washington, nella natura del Planting Fields Arborentum, un parco nazionale nel villaggio di Upper Brookville, molto vicino a Oyster Bay, a Long Island. Le barre di pioggia finta scaricano su quattrocento figuranti che in un'avalanga cercano di guadagnare l'interno della gigantesca zattera di salvataggio, che rappresenta l'azione epica per eccellenza del film.