Attraverso i paesaggi più selvaggi de "La conquista del Oeste"

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Edgar Loper

Updated: 26 Maggio 2026 ·
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Attraverso i paesaggi più selvaggi de "La conquista del Oeste"

Tre registi raccontano "La conquista del Oeste"
foto di viajar.elperiodico.com

L'infinito è l'aggettivo che meglio definisce l'estensione delle pianure del Dakota del Sud, stato americano in cui, nel suo estremo ovest, i sioux sconfissero la cavalleria del colonnello George Armstrong Custer, il cui cognome dà nome al Parco Nazionale Custer. Nei suoi territori è stata filmata la memorabile carica di bisonti provocata da indigeni delusi contro il campo degli uomini bianchi che costruivano la ferrovia, in un paesaggio fiorito calpestato oggi dagli antilopi americani. La sequenza fu contemplata dalle Black Hills, oscurate dal colore delle masse di pino ponderosa giocate dal vento, una sinfonia che delizia le orecchie dei viaggiatori.

Nella zona che separa Kentucky e Indiana si trova Louisville, la città in cui il corso del fiume Ohio si trasforma in cascate, scena drammatica che protagonizza la famiglia Prescott, che naviga su una zattera verso lo stato dell'Ohio, nella regione dei Grandi Laghi, viaggio che inizia dal canale di Erie, percorribile in barca. Nel contea californiana di Inyo si trova la fattoria della saga protagonista, nei terreni idilliaci del Parco Nazionale di Lone Pine.

Il percorso della prima ferrovia transcontinentale degli Stati Uniti, una delle frazioni narrative del film, attraversa la catena montuosa delle Montagne Rocciose e la sua parte più alta, il monte Albert, nello stato del Colorado. È una delle gemme che appaiono nel film, mentre i binari venivano inchiodati al suolo della Great Divide Basin, fedelmente ricreati dai produttori e scenario di battaglie accanite tra bianchi e la nazione indiana.

In uno dei rilievi più notevoli del pianeta, tra Arizona e Utah, si fermano anche le macchine da presa del sistema cinerama de La conquista del Oeste a Monument Valley, un luogo selvaggio formato da monumenti naturali di arenaria arancione, l'immagine preferita del western che è rimasta impressa nella memoria dello spettatore.