I 'dammusi' di Pantelleria... o l'esperienza di dormire sotto lava e calce
Tra le coste della Sicilia e quelle della Tunisia -anche se più vicina alle terre africane, pur appartenendo a Italia- l'isola di Pantelleria emerge dalle acque nel mezzo del Mar Mediterraneo come un storico enclave strategico.
Un'isola vulcanica di grande bellezza che evidenzia come poche il divenire del tempo in questa parte del mondo, come ben riflettono le sue costruzioni tipiche, i dammusi. Un invito a fare tappa in un'isola singolare come poche, il cui fascino le ha valso il soprannome di perla del Mediterraneo.
Un vulcano emerso
L'isola di Pantelleria è proprio questo, un vulcano emerso dalle acque che oggi possiamo contemplare in tutto il suo splendore come un regalo della natura. I suoi poco più di cinquanta chilometri di contorno ospitano una enorme quantità di formazioni di origine vulcanica che costituiscono un vero museo a cielo aperto. Formazioni caratteristiche che rappresentano l'essenza dei paesaggi naturali del luogo, ma che non sono altro che un campione sulla superficie dei 2000 metri sotto il livello del mare che fanno parte del vulcano.
Fortunatamente, l'ultima eruzione si è verificata alla fine del XIX secolo, anche se possiamo ancora osservare i segni dell'attività tettonica dell'isola grazie alle sue famose acque termali, ben conosciute sin dall'antichità.
E infatti, Pantelleria è un luogo ampiamente conosciuto sin dalle origini delle civiltà nel Mar Mediterraneo. Fenici, greci, romani, arabi... hanno lasciato il loro segno sull'isola e sulle sue acque circostanti, dove esiste una grande ricchezza archeologica dovuta ai naufragi avvenuti in questo passaggio strategico.
Fondali marini carichi di storia che, inoltre, sono molto apprezzati per la pratica dell'immersione grazie alla loro vita marina, ai pradi di posidonia e, in particolare, per l'esistenza del corallo nero.
Nel frattempo, tornando a terra, la congiunzione di spiagge di ghiaia e di grotte marine lungo il litorale dell'isola si combina perfettamente con il colore idilliaco delle acque basse, che riflettono i loro colori in formazioni vulcaniche così belle e conosciute come l'Arco dell'elefante, il simbolo più riconoscibile dell'isola.
Da parte sua, la parte centrale è occupata dalla maestosità della Montagna Grande, ai cui piedi si estendono la Llana di Ghirlanda e i suoi caratteristici muri per proteggere le coltivazioni, con campi di viti, olive, agrumi e capperi, da cui si ottengono i prodotti gastronomici più distintivi di Pantelleria. Insieme a loro, nella parte settentrionale, lo Specchio di Venere è un lago di origine vulcanica le cui acque termali sono un'attrazione permanente per i turisti, che ne approfittano per terapie di salute.
Le peculiari costruzioni 'dammusi'
Se ci sono degli elementi creati dall'essere umano tipici di quest'isola, questi sono i dammusi. La conquista araba di Pantelleria nel IX secolo -conosciuta in questo periodo come Figlia del vento per i continui venti presenti nella zona- ha lasciato per la posterità una costruzione completamente adattata alle condizioni particolari dell'isola, sia per quanto riguarda le oscillazioni termiche che per le scarse precipitazioni o i forti venti.
Il dammuso è un edificio di pianta quadrata, con cupola al tetto per raccogliere l'acqua piovana, costruito con pietra lavica e rivestito di calce in molte occasioni, al quale solitamente è accoppiato un giardino circolare per proteggere gli alberi da frutto dal vento. Strutture mimetizzate con l'ambiente circostante che isolano perfettamente dal freddo e dal caldo e che si sono trasformate negli ultimi tempi nell'opzione preferita dai turisti per soggiornare durante la loro permanenza nell'isola.
Ristrutturati e adattati molti di essi per avere le comodità necessarie, rappresentano l'opzione ideale per vivere l'esperienza di dormire in queste storiche costruzioni mentre si gode della bellezza della perla nera del Mediterraneo.