La stazione della metropolitana più bella del mondo

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Edgar Loper

Updated: 26 Maggio 2026 ·
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La stazione della metropolitana più bella del mondo

Stazione della metropolitana Toledo a Napoli
Stazione della metropolitana Toledo a Napoli / ISTOCK foto di viajar.elperiodico.com
Metropolitana di Napoli
Metropolitana di Napoli / Zoonar GmbH / ALAMY foto di viajar.elperiodico.com
Metropolitana di Toledo a Napoli
Metropolitana di Toledo a Napoli / ISTOCK foto di viajar.elperiodico.com

Stendhal lo disse chiaramente in uno dei suoi appunti di viaggio: "Non dimenticherò mai Via Toledo né tutti gli altri quartieri di Napoli". Poco immaginava l'autore, più sensibile alla bellezza, che secoli dopo, sotto quella stessa strada che tanto lo aveva segnato, si sarebbe aperto uno spettacolo visivo unico, sicuramente capace di potenziare il suo sindrome.

La stazione di Toledo rappresenta letteralmente la definizione di arte underground in questa città italiana così caotica quanto bella. Perché questa fermata della linea 1 della metropolitana è un autentico museo a 50 metri di profondità. Non a caso, il quotidiano britannico The Daily Telegraph l'ha recentemente elevata a "stazione più bella del mondo".

Inaugurata nel 2012, è uno dei punti di accesso ai Quartieri Spagnoli, il quartiere più popolare, dove si concentra la più autentica essenza napoletana: i panni stesi, le strade labirintiche, i motorini che si incrociano in modo anarchico... tutto molto nello stile neorealista, come un film degli anni '50.

Sottoterra, però, tutto cambia improvvisamente. Niente rumore, niente caos e, in cambio, un intero torrente di ingegno, un'esplosione di arte. Iniziando dall'uscita Montecalvario, con un immenso cratere che collega il livello della strada con l'atrio che conduce nelle profondità. Qui, illuminato dalla luce naturale che filtra dalla vetrata, il passante si trova di fronte a un paesaggio marino composto da migliaia di mosaici Bisazza che rivestono le pareti in una degradazione di blu. Un design che porta la firma spagnola: quella dell'architetto Oscar Tusquets Blanca, che lo ideò come una rappresentazione del movimento del mare, con cui diedero le escavazioni perforando la terra. E che, inoltre, si integra perfettamente con i resti di una mura del periodo aragonese che furono trovati nelle viscere.

Ma se scendere per le scale mobili come chi scende negli abissi degli oceani è un'esperienza onirica, altrettanto gratificante risulta accedere alla metropolitana dalla sua seconda entrata. Qui troviamo Engiadina, un gigantesco pannello di ceramica di Francesco Clemente, e pochi passi più avanti l'opera colorata Il Volo, del matrimonio formato da Ilya e Emilia Kabakov.

Quella di Toledo non è l'unica stazione della città a essere dotata di un design speciale. In realtà fa parte del programma Stazioni d'Arte, affidato a architetti di fama sia locali che internazionali. Così, mentre a Vanvitelli troviamo le luci al neon di Mario Merz, a Dante sorprende un'inquietante installazione di scarpe di Jannis Kounellis. E ciò senza citare la stazione Municipio, illuminata da Alvaro Siza ed Eduardo Souto de Mura, che include il suo museo. Esiste un modo più bello e stimolante di iniziare il percorso verso il lavoro?